“Parto o non parto”, intervista al cast

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Tre amici decidono di ripetere, a dieci anni di distanza, il viaggio che fecero subito dopo l’esame di maturità. Bagagli, auto, itinerario sono pronti. E sono pronti anche loro. Sono felici e confusi allo stesso tempo e tutto sembra andare per il verso giusto, ma… Ma c’è un “ma”.

Parto o non parto è in scena al Teatro San Babila di Milano dall’1 al 3 marzo. La regia è di Leonardo Buttaroni. Ne sono autori e protagonisti Flavio Moscatelli, Luca Latino ed Ezio Passacantilli.

La parola a Luca Latino, Flavio Moscatelli ed Ezio Passacantilli

Che cosa accomuna i tre personaggi?

Luca Latino: L’elemento reale è la paternità. Tutti quanti infatti hanno questo problema grande da risolvere nella vita. C’è chi ha discusso con il padre, chi non riesce a realizzare un desiderio di paternità e chi invece non ha mai conosciuto il papà. In realtà decidono di unirsi di nuovo per ripetere lo stesso viaggio della maturità proprio perché sono molto amici. Non sanno perché decidono di partire. Lo scopriranno la notte della partenza, quando riceveranno delle risposte.

Che cosa simboleggia il viaggio che questi tre giovani decidono di fare insieme?

Flavio Moscatelli: Se non ci fosse l’amicizia, non ci sarebbe il racconto. Sono andati a scuola insieme, si ritrovano per una congiunzione del destino a vivere la figura paterna in un momento delicato della loro vita. Penso che abbiano organizzato il viaggio per evadere. Quindi cercavano inconsciamente di allontanarsi dalla loro città che comporta simbolicamente una responsabilità. Dunque partono per vivere delle cose che non sono più inerenti al momento in cui vivono. Provano però a ripercorrere gli stessi passi. Trovano domande giuste da farsi più che risposte. E’ però uno spettacolo divertente, nonostante i loro confronti molto accesi.

C’è qualche analogia con il film Immaturi di Paolo Genovese?

Ezio Passacantilli: Ritrovandosi a un’età più avanzata, per un tentativo di fuggire da alcune responsabilità, cercano di ripercorrere quei passi fatti a 18 anni, pensando che possano restituire le stesse sensazioni ed emozioni. Si rendono conto però che le cose e i personaggi sono cambiati. Non ha quindi più senso ripercorrere gli stessi passi perché non li porterebbero mai a ritrovare le sensazioni di prima.

Voi avete scritto questo spettacolo insieme. Quant’è forte la vostra amicizia nella vita reale?

Luca Latino: Noi siamo nati come amici. Se non ci fosse quest’amicizia, non ci sarebbe questo trio. E’ importante al 101%!

  • Si ringrazia Roberta Cucchi
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