Un viaggio nella poesia di Margherita Rimi, poetessa e neuropsichiatra infantile, dove lo scambio tra sapere medico e la poesia, diviene ricerca di verità, sentimento, senso di stare al mondo, attraverso la voce della regista Lorena Nocera in dialogo con Feuei Tola, artista figurativa e performativa che crea le sue opere a partire da reperti clinici trasformandoli in un racconto e con la seducente musica dal vivo di Gianni Satta.
Io.sono.la poesia è in scena al Pacta Salone di Milano il 25 e il 26 gennaio.
Intervista a Lorena Nocera e Feuei Tola
Chi è Margherita Rimi?
Lorena Nocera: E’ una poetessa siciliana tra le maggiori viventi in Italia. E’ anche un medico e una neuropsichiatra infantile. E’ il terzo anno che lavoro sui suoi testi poetici e in questo caso è un esperimento molto particolare perché in questi versi, la maggior parte dei quali inediti, utilizza il linguaggio scientifico per creare poesia. In qualche modo pone una riflessione sul corpo come luogo di verità di tutti noi e anche sulla poesia stessa come un’alta forma di cura della nostra vita e della nostra persona. Quindi è qualcosa che ci riguarda tutti, al di là dell’uso scientifico o medico.
Vi ha aiutato nella realizzazione di questo spettacolo?
Lorena Nocera: Lei è sempre molto presente e partecipe, però devo dire che ci lascia sempre una grande libertà nell’utilizzo dei testi. Dice sempre che sono suoi ma lo spettacolo è nostro, quindi nel momento in cui arriva in teatro c’è una traduzione in un altro linguaggio. Dunque ci lascia una grande libertà, tant’è che ci ha concesso anche di utilizzare i testi di altri autori che sono tutti di medici e scrittori. In qualche modo fanno un racconto al pubblico di alcuni casi clinici emblematici della relazione tra medico e paziente. Questa è una forma di cura. La figura del dottore è molto rilevante per la comunità.
L’infanzia è un argomento trattato in questo spettacolo?
Lorena Nocera: Non direttamente, ma data la formazione di Margherita, il bambino è sempre presente come una figura di salvezza che sa guardare al mondo con un’ingenuità e una capacità di fantasia salvifica. Anche in questo caso l’infanzia c’è, anche se non è l’argomento principale dello spettacolo.
Che rapporto c’è tra poesia e medicina?
Feuei Tola: C’è poesia in tutto, anche in quello che possiamo fare quotidianamente, anche in un gesto di tutti i giorni ci possono essere poesia e arte. Per quanto mi riguarda, la medicina, gli strumenti medici e il concetto di medicina sono molto presenti, non solamente come cura ma anche come ricerca, emozione, passione e amore. C’è un insieme di componenti. Nelle mie opere è anche più facile leggerle perché sono realizzate con un supporto radiografico, quindi la medicina arriva da sola senza essere annunciata. Però c’è tutto un lavoro di segno e di pensiero che abbraccia la medicina ma che è più che altro un punto di partenza.
- Intervista video di Andrea Simone
- Si ringrazia Giulia Colombo
- Clicca QUI per iscriverti al canale YouTube di Teatro.Online e vedere tutte le nostre interviste video