“PER FAVORE, NON UCCIDETE CENERENTOLA”: L’IRONIA DI SOPRAVVIVERE

Una commedia sull’amore e su come affrontare il futuro scendendo a patti con il passato. La storia di un uomo che ha un timore infondato della solitudine e il difficile rapporto tra genitori e figli.

L’intervista video

Ludovico Fremont è il protagonista di Per favore non uccidete Cenerentola al Teatro Martinitt di Milano fino al 15 dicembre. Scritto da Riccardo Mazzocchi e diretto da Roberto Marafante, il testo ha vinto il concorso 2018 “Giovani penne in cerca di autori”. In scena nei diversi ruoli sono presenti anche Sebastiano Colla, Susanna Laurenti, Valeria Monetti ed Enrico Torzillo.

A tu per tu con Ludovico Fremont

“Vuoi presentarci il tuo personaggio?”

“Io interpreto Glauco, un padre che sta per essere lasciato dai figli, che giustamente vogliono volare via dal nido. Quindi ha una sorta di crisi perché si ritrova da solo per la seconda volta, dopo la morte della moglie, interpretata da Valeria Monetti. Nello spettacolo c’è però un’altra persona che mi tiene compagnia in modo divertente: il mio migliore amico immaginario interpretato da Sebastiano Colla. Fa ridere che in Glauco stia per sbocciare una sorta di tragedia: la sua incapacità di trovare una pace interiore, che viene ovviamente stimolata da Teresa, la moglie morta, e dall’amico immaginario, per far uscire la parte di Glauco più vera.

Il titolo Per favore, non uccidete Cenerentola non è un caso: anche se può sembrare una battuta, dice tutto senza dire niente. Cenerentola è la parte che l’essere umano tende a relegare nello spazio più buio di se stesso. Perché Cenerentola esce con il vestito e sarà sicuramente la più bella del ballo. Cenerentola sono i nostri desideri, i nostri sogni, tutto quello che tendenzialmente per tutta la vita cerchiamo di trattenere, perché la società ci costringe a determinati modi di fare e buone maniere.”

“L’ironia è sempre presente, ma c’è anche un po’ di amarezza. E’ così?”

“E’ una tragedia raccontata con una chiave e con parole da commedia.”

“C’è stato un formidabile trampolino di lancio per questa commedia, vero?”

“Esatto. L’anno scorso noi siamo stati al Next al Teatro Elfo Puccini. Lo spettacolo ha debuttato a Roma con un afflusso di pubblico notevole. La cosa che mi ha colpito più positivamente è che gli spettatori aspettavano non solo noi attori per complimentarsi, ma lo facevano soprattutto per la qualità, la modalità e il significato del testo.”

“E avete vinto anche un riconoscimento importante…”

Sì. Il nostro autore ha vinto il concorso per giovani penne “Una commedia in cerca d’autori” e siamo stati al Castello Sforzesco. Come presenza di pubblico per me il trampolino più bello e importante è stata la prima a Roma e tutti i giorni successivi alla prima.”

“Tornare a Milano per te significa giocare in casa, se hai recitato al Castello Sforzesco.”

“Nonostante il mio accento romano, vorrei che le persone capissero che mio padre è francese e mia madre milanese. Di romano ho soltanto la nascita, il modo di fare e l’atteggiamento. C’è sempre stata una sorta di piccola competizione tra Milano e Roma, sull’asse Milano-Roma sono stati fatti anche tanti film, non a caso. In realtà tornare a Milano significa per me rivivere la mia infanzia!”

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Federica Zanini per il supporto professionale