Arianna Porcelli Safonov, “Omeophonie”

Omeophonie è un piccolo scrigno che contiene otto favole. Lo spettacolo è in scena al Teatro Carcano di Mlano dal 24 al 26 novembre. E’ stato scritto da Arianna Porcelli Safonov, protagonista sul palco, che racconta al pubblico otto storie, piccole come fiabe, tra cui quella della cattiveria con cui la società si accanisce contro gli studenti e il racconto criminale di un atto bulimico. Ad accompagnare il monologo ci sono i musicisti Michele Staino e Renato Cantini.

A tu per tu con Arianna Porcelli Safonov

Che cosa accomuna o che cosa hanno di diverso tra loro queste otto favole?

Le accomuna il fatto che sono tutte storie vere che partono da un soggetto vero. Individuano i caratteri e le famose brutte persone di cui parliamo tanto. Sembra che nessuno lo sia, ma che sia sempre quella della porta accanto. Sono tutti protagonisti di persone che non vorremmo essere ma che evidentemente siamo, visto che qualcuno dovrà pur esserlo.

Sono storie di gente sfortunata: c’è il designer arrivato dal sud che cavalca la sua bicicletta pieghevole cercando di essere sul pezzo per quanto riguarda la programmazione del Fuorisalone. C’è la donna bulimica che mangia per curare le proprie patologie. Poi c’è il maschio circuito da una donna che cerca solo il suo conto in banca. C’è il prototipo della donna borghese che vive nei quartieri “abene” nei suoi giorni di disperazione e non riesce a essere sempre sul pezzo con il protocollo richiesto dal quartiere. Non manca la disperazione di un personaggio attuale, accusato di essere radical chic.

Il cinismo di queste storie somiglia un po’ a quello che contraddistingueva anche Riding Tristocomico?

Senza dubbio. Sono storie molto più attuali inserite in un contesto surreale per dare una forma di fiaba, ma sono storie metropolitane. Sono accompagnate da una vera e propria colonna sonora.

Che valore aggiunto hanno dato allo spettacolo le musiche dal vivo di Renato Cantini e Michele Staino?

Sono sul palco con strumenti acustici ed elettronici, dai sintetizzatori al contrabbasso tipico del jazz. Hanno composto le colonne sonore leggendo i testi. La partenza è il racconto e loro hanno scritto con lo stesso metodo che si utilizza per le colonne sonore dei film. Ogni mondo è un piccolo microcosmo creato grazie alla musica dal vivo.

Perché al supermercato si deve pagare in contanti o con la carta anziché in visibilità?

E’ il male di questo secolo! Basterebbe pensare a una colonna di gente che evidentemente guadagna dalla mancata spesa. C’è la disperazione e la nuova moneta di una persona che prova a guadagnare beni di prima necessità con la visibilità!

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia Cristiana Ferrari
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