Mirko Ranù, “Frusciati con brio”

È un gruppo di cantanti, attori e danzatori a salutare il 2023 e a dare il benvenuto al 2024 all’EcoTeatro di Milano. Capitanati da Mirko Ranù – che ha già al suo attivo titoli come Grease, The Bodyguard e Priscilla, la regina del desertoLuca Arcangeli, Alessandra Floresta e il regista Walter Palamenga portano in scena dal 29 dicembre al 7 gennaio Frusciati con brio, un omaggio a due colossi che insieme hanno formato una pietra miliare del palcoscenico italiano: la ditta Garinei e Giovannini, che dall’inizio degli anni Cinquanta fino al primo decennio del 2000 è stata protagonista indiscussa del teatro leggero.

Quattro domande a Mirko Ranù

In che cosa erano assolutamente insuperabili Garinei e Giovannini?

Nell’essere così innovativi in un periodo storico che oggi vediamo lontano come quello del dopoguerra, come qualcosa che apparteneva a tanto tempo fa. Se pensiamo a una canzone come Aggiungi un posto a tavola, rimaniamo stupiti da quanto sia attuale e all’avanguardia rispetto ai tempi in cui è stata scritta. Erano quindi sicuramente innovativi e geniali!

Mi hai dato l’assist per la prossima domanda: oltre a quello che hai appena nominato, voi proponete al pubblico brani intramontabili come Rugantino e altri che non anticipiamo per non rovinare la sorpresa. Perché queste canzoni sono e rimarranno sempre degli evergreen?

Intanto perché sono belle! Le ha scritte Armando Trovajoli, con quel suo genio che secondo me in Italia rimane insuperato e insuperabile. Sono canzoni rimaste nel cuore di tutti e che conoscono anche i bambini. Io, per esempio, non ho vissuto quel periodo storico ma le ricordo da quando ero piccolo. Sono brani che verranno tramandati anche alle prossime generazioni perché hanno quegli ingredienti che le rendono intramontabili. Fanno davvero parte della cultura italiana e hanno dipinto il costume, i gusti e alcuni momenti storici della nostra nazione.

Come nasce il titolo Frusciati con brio?

È una scelta che dobbiamo al Quartetto Cetra, che stava cercando un titolo per un suo lavoro. L’ho scoperto anch’io negli scorsi mesi. Hanno così preso spunto dal fruscio che facevano i vecchi dischi in vinile quando li mettevano sul piatto del giradischi.

Due domande in una: siete un gruppo già rodato o è la prima volta che lavorate insieme e quanto è forte l’affiatamento tra te, il regista Walter Palamenga e gli altri due protagonisti Luca Arcangeli e Alessandra Floresta?

Siamo una squadra rodata; loro avevano già lavorato insieme ed io mi sono aggiunto alla fine del 2022. Collaboriamo quindi da circa un anno e ormai siamo una famiglia, in un certo senso una piccola compagnia stabile. Ormai ci capiamo al volo, quindi riusciamo a coordinarci in poco tempo e ad andare d’accordo alla grande!

  • Intervista di Andrea Simone
  • Si ringrazia l’ufficio stampa dell’EcoTeatro
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