Un muratore, Pino, interpretato dal poliedrico Ugo Dighero, si ritrova catapultato in un “non luogo in un non tempo”, costretto ad interrogarsi sulle proprie scelte individuali. A metterlo in crisi è Kasedaran, interpretato da Daniele Ronco, un misterioso personaggio che viene dal futuro per portare consapevolezza.
Un pianeta ci vuole nasce da un’idea di Daniele Ronco ed è in scena al Teatro Martinitt di Milano dal 28 novembre al 1° dicembre. Ne sono protagonisti Ugo Dighero e Daniele Ronco che hanno firmato la drammaturgia con Marco Melloni. La regia è di Luigi Saravo.
Quattro domande a Daniele Ronco e Ugo Dighero
In quale “non luogo” e “non tempo” si ritrova catapultato Pino?
Daniele Ronco: In un luogo non luogo, nel senso che nel futuro la tecnologia porta un’innovazione che permette di viaggiare nel tempo. Quindi, il mio personaggio misterioso, Kesedaran, che in persiano significa “portatore di consapevolezza”, viene da un futuro in cui le cose vanno ancora peggio che da noi. Grazie a quest’innovazione tecnologica ritorna nel passato ma non a casa. Si ritrova con Pino in un luogo non luogo per portare in qualche modo consapevolezza.
Ugo Dighero: Pino incarna l’uomo comune, con poche attenzioni verso l’ambiente e in generale verso la vita e il mondo. E’ un personaggio che facevo già insieme a Maurizio Crozza a Mai dire gol e consente di affrontare grandi temi filosofici molto alti, sviluppandoli però come può fare Pino e qui vengono fuori la comicità e l’ironia.
Quali sono le scelte individuali su cui Pino si interroga?
Ugo Dighero: Pino si fa pochissime domande. E’ legato al suo tran tran quotidiano e in teoria nulla lo smuoverebbe dal cambiare abitudini e dal riflettere su certe cose. Se viene stimolato in questo senso, lo fa a modo suo, spesso con risultati catastrofici o peggiorativi. Però abbiamo scelto questa strada perché teatralmente parlare di temi ambientali è molto complicato, nel senso che si rischia di fare la lezioncina. Diventa subito noioso e antipatico. Quindi abbiamo provato a scegliere la strada dell’ironia, per cui Pino con le sue classiche iperboli ed esagerazioni trova delle soluzioni che non sono mai adeguate o che sono addirittura contrarie a quello che bisognerebbe fare. Però intanto proponiamo il tema.
Perché Kesedaran lo mette in crisi?
Daniele Ronco: Perché lo porta su un terreno che non è assolutamente il suo. Succede una cosa che accade su un piano di realtà tantissime volte. Pino è il classico uomo da Bar Sport, che non sa le cose ma finge di conoscere tutto. Ci prova e quindi si incastra in elucubrazioni che mettono anche Kesedaran in crisi.
Ugo Dighero: In questo momento in cui sembrerebbe che il tema dell’ecologia sia molto presente e tenuto in considerazione, vediamo che la realtà è molto diversa. Alcuni argomenti e alcune cause del riscaldamento globale non sono per niente conosciute. Ci stanno triturando le scatole con la storia delle macchine elettriche ma è solo una scelta di business, per cui è un problema da approfondire e da affrontare in maniera più seria. E ovviamente Pino non è in grado di farlo
A che cosa porta il confronto tra i due?
Ugo Dighero: Sono due mondi in netto contrasto e ognuno di noi in qualche modo cerca di cavarsela. Ciascuno pensa alla propria sopravvivenza.
Daniele Ronco: Kesedaran sarà costretto a fare delle scelte.
- Intervista video di Andrea Simone
- Si ringrazia Lia Chirici
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