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Il nostro Henry Jekyll è uno stimato e blasonato studioso della mente vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, proprio nello stesso periodo in cui nasce e si sviluppa la psicanalisi. Dopo un’affannosa e solitaria ricerca sui disturbi psichici dei propri pazienti, il grande luminare è approdato all’individuazione delle cause della malattia mentale: all’origine di quei disturbi vi è il conflitto tra l’Io e la sua parte oscura, la sua Ombra, quella battezzata in quegli anni con il nome di Inconscio.
Il caso Jekyll, tratto dal romanzo di Robert Louis Stevenson, è in scena al Teatro Carcano di Milano dal 12 al 17 novembre. La regia è di Sergio Rubini che ne è anche protagonista con Daniele Russo, Geno Diana, Roberto Salemi, Angelo Zampieri e Alessia Santalucia.
Intervista a Daniele Russo
Che rapporto c’è tra il Dottor Jekyll e la psicanalisi?
Conflittuale. L’intuizione di Sergio Rubini rispetto a questo grande classico di Stevenson è stata quella di spostare l’azione di qualche decina d’anni, all’inizio del Novecento e farlo coincidere con l’avvento della psicanalisi. In effetti in Stevenson ce n’era già traccia, se non fosse stata scoperta. Però la figura del doppio di cui parla Stevenson attraverso l’uso di una polverina magica era esattamente l’intuizione di quello che scopriranno Freud e Jung.
L’idea di Sergio Rubini è stata quella di renderlo un po’ più un lavoro sulla mente. In questo senso il rapporto del Dottor Jekyll con Mister Hyde è molto conflittuale, perché lui da psicanalista si rende conto dell’esistenza di un doppio a partire da se stesso e quindi inizia una vita fatta di un conflitto fra la sua parte pubblica e quella più selvaggia, più animalesca, più primitiva alla quale dà sfogo e dalla quale nel corso degli anni rimane schiacciato perché più forte, preponderante, energica, vitale e vogliosa di stare al mondo rispetto a quella maschera di cui si veste come dottor Jekyll.
Che cosa nasce dal conflitto tra l’io e la sua parte oscura?
Nasce un matrimonio che non riesce a stare in piedi, nel senso che entrambe le anime non riescono a vivere una stessa vita perché sono troppo diverse. Viaggiano in direzioni opposte e contrarie e quindi in questo senso, per forza di cose, uno rimane schiacciato dall’altro perché sono due anime troppo diverse e una è troppo più forte dell’altra.
Che ruolo ha l’Ombra?
L’Ombra in questo caso ha lo scopo di far vivere tutto quello che l’altra parte si nega. Cercare di far convivere l’Alto e il Basso è alla base di ognuno di noi e non è facile. Figuriamoci quindi per questo Dottor Jekyll che ha scoperto questo doppio.
Chi è la vittima di Edward Hyde?
Le vittime, perché ne fa tante. Rispetto al romanzo, Sergio Rubini ha aggiunto molte malefatte a questo personaggio. E poi di base se stesso, perché rimane schiacciato da un personaggio che lentamente si fa prendere la mano. Qualche giorno fa ho visto un film di cui si parla tanto, The Substance, in cui c’è una lotta tra due personaggi che hanno istinti e direzioni talmente diverse che alla fine, pur convergendo in una sola anima, non riescono a convivere civilmente.
- Intervista di Andrea Simone
- Si ringrazia Cristiana Ferrari
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