Anna e Giulio stanno insieme da molti anni. Hanno un lavoro, una bambina, qualche interesse e molte frustrazioni. Lui avrebbe voluto fare il musicista ma si è dovuto accontentare dell’insegnamento. Lei avrebbe desiderato un altro figlio ma si è trovata costretta ad accettare la resistenza di lui e cerca conforto nei manuali di auto aiuto. Una coppia solida per tanti aspetti, ma che “scricchiola” da altri punti di vista. Un giorno i due invitano Laura e Toni, i vicini di casa, per un aperitivo e da quel momento si sparigliano le carte e tutto cambia con inaspettati colpi di scena.
Vicini di casa è in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 6 al 18 maggio. Tratto dalla commedia Sentimental di Cesc Gay, lo spettacolo è stato tradotto e adattato da Pino Tierno con la regia di Antonio Zavatteri. Ne sono protagonisti Gigio Alberti, Amanda Sandrelli, Alessandra Acciai ed Alberto Giusta.
La parola al cast
Quanto si identifica il pubblico con le vostre vicende?
Gigio Alberti: Con le mie tantissimo!
Amanda Sandrelli: Anche con le mie e con le nostre. (ride)
Gigio Alberti: Per la gente l’invasione dei vicini di casa, che portano delle cose positive, viene recepita come un atto da cui difendersi. Siccome nella commedia io rappresento la difesa dello status quo, c’è un rapporto diretto con quello che pensa il pubblico.
Amanda Sandrelli: Anna, il mio personaggio, è quella che invita i due vicini. Non credo che lo faccia con un piano o con una strategia. Se Gigio Alberti vuole mantenere lo status quo, Anna invece non sta bene: sente una crisi e non è contenta. In qualche modo spera che invitando i vicini avvenga qualcosa. In realtà succede molto più di quanto lei potesse immaginare.
Alberto Giusta: Anche il personaggio di Alessandra Acciai e il mio, che abitano al piano di sopra, sperano che, essendo invitati all’aperitivo, capiti qualcosa. Quindi, con garbo, leggerezza e gentilezza, cerchiamo di provocare qualcosa negli altri due.
Alessandra Acciai: Io non so quanto si identifichino in Laura, il mio personaggio, che è una psicologa. Sicuramente però, Tony, interpretato da Alberto Giusta, ed io siamo l’effetto: arriviamo e provochiamo un cambiamento nell’altra coppia. Certo, anche noi speriamo di ottenere qualcosa, però siamo più quelli che vanno a rompere uno status quo.
Questa commedia è ambientata in un luogo e in un’epoca precisi?
Amanda Sandrelli: L’epoca è sicuramente contemporanea. C’è un’unità di tempo e spazio, quindi quello che accade si svolge da quando si entra a quando si esce dalla scena. Si suppone che tutto avvenga in una città e non in un paese, però non è un aspetto fondamentale. Si parla di sesso in modo molto divertente, come di qualcosa che crea un imbarazzo e quindi comicità. Anche l’amore e la difficoltà di coltivare un rapporto pure quando c’è un sentimento forte sono due argomenti centrali. Non è detto che Anna e Giulio non si amino più: sicuramente sono in crisi, come spesso succede a tutte le coppie.
Quali sono i lati che vi piacciono e quali quelli che non vi piacciono di più dei vostri personaggi?
Alberto Giusta: A me piacciono la leggerezza e la calma di Tony, che si contrappongono alla mia vera natura. Quindi è una bella palestra!
Amanda Sandrelli: La cosa che mi diverte di più di Anna è che è sempre in emergenza e in tensione dall’inizio alla fine dello spettacolo per motivi diversi. Come personaggio è comico ma in realtà è sofferto dentro. (ride) La comicità viene da una sofferenza e da un imbarazzo. Questo mi diverte molto.
Alessandra Acciai: Di Laura mi piacciono la spontaneità e il fatto che sia una donna molto umana, perché ama moltissimo Tony ma vuole anche aiutare l’altra coppia. Ci tiene veramente.
Gigio Alberti: Di Giulio apprezzo il sarcasmo e l’umorismo. E poi ha una qualità fantastica: dice sempre la frase: “Ah! Se io glielo avessi detto!”
Alberto Giusta: Quello che non mi piace di Tony è che è molto lontano da me. Vorrei essere come lui! (ride)
Siete tutti attrici e attori di grande esperienza, ma quali indicazioni vi ha dato il regista Antonio Zavatteri?
Gigio Alberti: Ah! Quel rompipalle! (ridono tutti e quattro)
Alessandra Acciai: Nessuna! (ride)
Amanda Sandrelli: Zavatteri ha insistito sempre tantissimo sul fatto di stare tantissimo dentro ai personaggi e non cercare l’effetto comico. Ci ha suggerito di non trattare il testo come una commedia, anche se lo è, ma come un’opera che ha una psicologia più profonda di quanto sembra. Ci ha sempre detto che la comicità viene fuori da quello che è scritto e dalle situazioni.
Alessandra Acciai: Siccome è un testo composto molto bene, c’è già tutto dentro le parole. Come i bravi registi Zavatteri crea le condizioni grazie alle quali gli attori riescono a trovare, secondo il loro modo di recitare e di essere, la cosa giusta per loro.
Alberto Giusta: Ci ha poi suggerito di essere molto in relazione, perché ogni sera non può essere uguale alla replica della sera prima. Ci ha consigliato di coltivare quello che avviene in un determinato momento. Visto che siamo forti, padroni dei nostri personaggi e di quello che diciamo, ci ha detto di vedere che cosa succede di nuovo ogni sera.
Amanda Sandrelli: Anche perché lo spettacolo è come un doppio a tennis: ha un ritmo frenetico. Quindi se non c’è relazione, non può funzionare!
- Intervista di Andrea Simone
- Si ringrazia Manola Sansalone
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