Renato Sarti, “Ausmerzen, vite indegne di essere vissute”

Molto tempo fa il regista e direttore artistico del Teatro della Cooperativa Renato Sarti scoprì l’esistenza dell’Aktion Te Vierl’Azione Ti Quattro, il primo sterminio di massa nazista: l’eliminazione di 70mila tedeschi fra malati mentali, portatori di handicap, disabili e bambini affetti da malformazioni. I cosiddetti fardelli inutilii gusci vuoti.

Ausmerzen, vite indegne di essere vissute è in scena al Teatro della Cooperativa di Milano fino al 3 marzo. Scritto da Marco Paolini, Mario Paolini, Michela Signori e Giovanni De Martis, lo spettacolo vede protagonisti Barbara Apuzzo e lo stesso Renato Sarti, che ha firmato anche la regia.

Intervista a Renato Sarti

Partiamo dal concetto di eugenetica. Perché è una pseudoscienza che ha avuto effetti devastanti?

Perché alla fine dell’800, tra le varie scoperte, il cugino di Darwin si accorse che c’era una filosofia scientifica secondo cui la razza umana poteva essere migliorata andando a sterilizzare le persone con malformazioni o “peccate” di qualcosa. Questo non valeva solo per le balbuzie, la sordità e lo strabismo ma anche per gli alcolizzati. Diventa una cosa sociale. All’inizio si propone come il tentativo di autorizzare la sterilizzazione perché uno non si riproduca; poi però diventa l’anticamera della soluzione finale: la T4, il primo posto dove si sperimenta l’eliminazione umana.

Perché tu dici che è troppo riduttivo dividere il mondo tra i cattivi, cioè i carnefici nazisti, e le vittime perseguitate, le cosiddette esistenze zavorra?

Questo è uno spunto di Marco Paolini e dei suoi collaboratori: se è importante definire sempre chi è stato il criminale e chi ha subito ogni sofferenza nell’ambito della deportazione e dello sterminio, è ancora più importante il principio messo in moto chiaramente da Mandela: ci può essere il perdono se uno racconta tutto. Tramite il racconto delle confessioni, si cerca di capire perché uno è diventato in un certo modo. L’elemento forte dello spettacolo è Barbara Apuzzo, un’attrice che ha l’artrogriposi, una disabilità visiva. Lei però si mette in bocca parole con motivazioni che fanno comprendere perché uno diventa così. Il testo cerca di approfondire il motivo per cui uno diventa un criminale nazista.

C’è una ricorrenza molto importante in questi giorni. Ne vuoi parlare?

L’11 marzo ricorre il centenario della nascita di Franco Basaglia. Al Teatro della Cooperativa abbiamo deciso di fare una serie di iniziative e diversi spettacoli che trovate sul sito teatrodellacooperativa.it. Cito solo quello con Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua: (TRAPARENTESI). Dopo lo spettacolo ci sono alcune “pillole di dignità”: incontri con associazioni e realtà che lavorano sulle disabilità, sul disagio, sulla malattia mentale. Quando ho deciso di fare una serie di eventi, ho chiamato Marco Paolini chiedendogli se fosse disponibile a fare Ausmerzen da noi. Lui mi ha risposto che non ce la faceva perché era impegnato. Mi ha detto di farlo io e che si fida!

  • di Andrea Simone
  • Si ringrazia Giulia Tatulli
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