Lina Sastri, “Eduardo mio”

E’ in scena al Teatro Manzoni di Milano il 16 e il 17 dicembre Eduardo mioMaestro di vita e di palcoscenico. Si tratta di uno spettacolo realizzato con l’ideazione, la drammaturgia e la regia di Lina Sastri. E’ un racconto della grande cantante e attrice partenopea tra musica, parole e poesia di Eduardo De Filippo, considerato uno dei più grandi drammaturghi del Novecento. Sul palco Lina Sastri è accompagnata da cinque musicisti: Filippo D’Allio alla chitarra e al mandolino, Luigi Sigillo al contrabbasso, Giacomo Mirra al violino, Ciro Cascino al pianoforte e Gianluca Mirra alle percussioni. Gli arrangiamenti sono di Maurizio Pica.

Immagini del canale Youtube “Teatro Manzoni”

Intervista a Lina Sastri

Ci vuole raccontare quando e in che occasione ha incontrato per la prima volta il maestro Eduardo De Filippo?

(ride) E’ successo tantissimo tempo fa, verso la fine degli anni Settanta. Avevo appena debuttato a Napoli con Masaniello, lo spettacolo con le musiche di Roberto De Simone, dove io ero l’ultima proprio perché ero giovanissima. Cantavo un inno alla Madonna. Ero agli esordi e facevo teatro di ricerca. Lo spettacolo è il racconto dei miei vari incontri con Eduardo e dei miei ricordi personali di lui. Non parlo di De Filippo in generale, ma di quello che mi ha trasmesso con i suoi insegnamenti. Come dico nel sottotitolo è stato un “maestro di vita e di palcoscenico”. Al Teatro San Ferdinando lui mi ha scelto, ho fatto la comparsa e poi ho detto una battuta.

Nel suo spettacolo trova grande spazio non solo la figura di Eduardo De Filippo come drammaturgo, ma anche l’Eduardo come persona ed essere umano. Vogliamo approfondire questo aspetto?

La persona e il drammaturgo sono legati tra loro. Emergono in modo naturale la sua sensibilità, la profondità della sua anima e il fatto che era un intellettuale. Non era soltanto un attore, uno scrittore e quindi un autore, ma anche un imprenditore e un regista. Eduardo De Filippo è stato inoltre un uomo coraggioso che ha sempre scelto la propria strada, ha costruito il Teatro San Ferdinando ed era continuamente avanti nella sua ricerca teatrale e professionale. Era un uomo di grande eleganza e nutriva un amore profondo verso la madre, la sorella e le donne.

Le poesie di Eduardo De Filippo erano uno specchio della sua anima?

Credo che lo fossero molto. Lui stesso diceva che quando perdeva lo spunto o non sapeva come proseguire nella scaletta di uno spettacolo, si rivolgeva alla poesia perché è la sintesi di un pensiero in una visione. Poi da lì si può proseguire per altre strade. Penso che fosse molto importante per lui, perché svelava il suo animo leggero e profondo.

Quanto è protagonista Napoli in questo spettacolo? Per Napoli intendo la napoletanità solare, melodica e gioiosa che tutto il mondo conosce.

E’ protagonista tanto quanto lo è nel teatro di Eduardo! Napoli era la sua città come lo è la mia. Napoli è la lingua in cui lui ha scritto le sue opere, che è quella con cui in parte mi esprimo io. Ci sono poche citazioni della sua opera e qualcuna delle sue poesie. Il resto è tutto “a braccio”, è un mio racconto professionale. Poi c’è molta musica; in scena sono affiancata da cinque musicisti straordinari. Nello spettacolo ci sono più di venti brani della tradizione classica napoletana cantati naturalmente a modo mio, tra i quali Era de maggio, Reginella, Tammuriata Nera, Core ‘ngrato e tanti altri.

  • Si ringrazia Manola Sansalone