Amleto in salsa piccante è una commedia scritta da Aldo Nicolaj che rivisita in chiave irriverente e umoristica le arcinote vicende del dubbioso principe di Danimarca, fino al suo tragico epilogo. Qui il centro della narrazione viene argutamente spostato da un’altra parte e i veri protagonisti della vicenda finiscono per non essere i sovrani di Danimarca, bensì i lavoranti delle cucine del castello di Elsinore. Amleto accusa Froggy di essere stato involontariamente la causa della morte del suo amato padre, avendolo fatto mangiare troppo fino a farlo morire di indigestione. Il cuoco, non potendo più tollerare questo affronto, decide allora di porvi rimedio…
La stagione del Teatro Martinitt si chiude con questo spettacolo – il cui sottotitolo è Uno Shakespeare fuori menù – in scena fino al 1° giugno. Diretto da Vanessa Gasbarri, vede protagonisti Massimiliano Vado, Danila Stàlteri, Pietro Becattini, Walter Del Greco, Gabriel Durastanti, Claudia Ferri, Maria Francesca Galasso, Veronica Milaneschi e Giuseppe Renzo.

Intervista a Massimiliano Vado e Danila Stàlteri
Che cosa succede nelle cucine del regno di Danimarca?
Massimiliano Vado: Non è il fantasma del padre di Amleto, perché i fantasmi non esistono. E’ Froggy, interpretato da me, che appare e fa credere al principe di Danimarca che l’assassino sia Claudio e che non sia stata un’indigestione, perché Claudio in realtà ha una storia con la moglie di Froggy e quindi è tutto un sistema di vendette. Danesi, ovviamente.
Quant’è diverso il vostro Amleto da quello originale?
Massimiliano Vado: Ci sono le stesse battute. “Essere o non essere” e “Fragilità, il tuo nome è donna” ci sono. Comunque Amleto c’è.
Danila Stàlteri: Anche “Il resto è silenzio”.
Massimiliano Vado: Le battute classiche e gli appuntamenti ci sono tutti. Sono visti da un’altra parte, però l’Amleto è esattamente quello, interpretato da Giuseppe Renzo.
Danila Stàlteri: C’è anche il teschio.
Massimiliano Vado: Ci sono Yorick e Ofelia. C’è tutto. Ogni cosa è perfettamente coerente, ma è vista dalle cucine.
Visto che lo spettacolo è ambientato nelle cucine del regno, ha un ruolo importante anche il cibo?
Danila Stalteri: Sì, è importantissimo. Io, che interpreto la regina Gertrude e la madre di Amleto, non faccio altro che mangiare. Vado sempre in cucina a spizzicare dai miei cuochi. Il cibo è il leit motiv di tutto lo spettacolo. Abbiamo anche dei bellissimi piatti realizzati realisticamente.
Massimiliano Vado: Se qualcuno va in galleria, li vede benissimo. Dalla platea li vede passare, ma dall’alto sono una cosa straordinaria. Il cibo e l’ingordigia fanno da sottofondo a tutta la storia di Amleto. Una parte del duello si svolge nelle cucine e tutto è molto raccontato. Si scopre finalmente da dove viene il veleno che ucciderà praticamente tutta la famiglia reale. E’ tutto spiegato. Shakespeare è un po’ sbadato. Possiamo dirlo? Guglielmo, ne hai fatte di opere belle, ma hai abbandonato due o tre cose. Invece Aldo Nicolaj ce le spiega tutte. Ovviamente ridendo.
Quanto sono grottesche e surreali le situazioni in cui si trovano i protagonisti?
Danila Stàlteri: Direi molto, ma non diventano mai ridicole o macchiettistiche. Anche se siamo abbastanza grotteschi e sopra le righe, manteniamo una nostra verità.
Massimiliano Vado: Sembriamo brillanti, ma in realtà dentro siamo molto traumatici. Vorremmo fare dei testi impegnati ma facciamo delle cose che fanno ridere. Però non sono fatte apposta!
- Intervista video di Andrea Simone
- Si ringrazia Lia Chirici
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