“Vi amo da morire”, intervista al cast

Una casa, due lutti, tradimenti, bugie e una fortuna da trovare. Due anime che non riescono ad andarsene, una vedova che deve sapere, un intruso che deve cercare. Una commedia-giallo che gioca trasformando la tragedia in meccanismo comico e, allo stesso tempo, in un’indagine serrata. Giulio e Dario sono intrappolati in una dimensione sospesa: osservano, commentano, litigano, cercano di ricordare e… soprattutto cercano una verità che sembra sempre sfuggire.

Vi amo da morire è uno spettacolo, in scena fino all’8 marzo al Teatro Martinitt di Milano, che nasce da un’idea di Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi, a loro volta protagonisti sulla scena con Valeria Monetti e Simone Giacinti. La regia è firmata da Andrea Palotto.

La parola ad Alessandro Tirocchi, Maurizio Paniconi, Valeria Monetti e Simone Giacinti

In questo spettacolo come viene trasformata la tragedia in meccanismo comico?

Alessandro Tirocchi: Se uno si estranea per un attimo dal dolore, succedono tante cose. Per esempio, i funerali mi fanno sempre molto ridere. In questo caso il meccanismo comico è dato già semplicemente dal fatto che ci sono dei morti che non riescono ad andare proprio dove devono andare e rimangono lì, con un tentativo di chi è invece in vita di mettersi in contatto con loro, con tutti i problemi che questo comporta: il fatto di non riuscirci, di aver bisogno di un medium o di qualcuno che stia in mezzo, il fatto soprattutto che ci si debba parlare perché bisogna scoprire dove si trova una cosa che detiene all’interno un’altra cosa importante.

Maurizio Paniconi: Eh sì, anche perché le anime sono così: per poter passare oltre, hanno veramente tanto bisogno di espiare, perché i peccati che commettono sono davvero tanti e mai espiati.

Alessandro Tirocchi: Tra l’altro sono legati, se voi ci pensate, da un reciproco tradimento e dalle mezze verità che si raccontano a incastro tutti i personaggi. Quindi alla fine tutti hanno qualcosa da nascondere l’uno all’altro.

Maurizio Paniconi: E’ un po’ una sorta di scatole cinesi e non a caso dico questo.

Presentateci a turno i vostri personaggi.

Alessandro Tirocchi: Io sono Giulio e sono il titolare, assieme al mio socio, della Giuda Investimenti, una società che fa investimenti e trading finanziario. Tra i suoi clienti ce n’è uno molto importante, che è un personaggio un po’ strano. Diciamo che Giulio da un po’ di tempo nasconde le sue vere intenzioni e le nasconde alla moglie, Lucrezia, e al socio.

Maurizio Paniconi: Il mio è un personaggio un po’ spiantato, che nella vita si trova a un bivio e che deve rimettersi un po’ in carreggiata, ma le scelte che fa sono tutte sbagliate.

Valeria Monetti: Io sono Lucrezia, la moglie, quella viva e non dico altro. Dico però che nuovamente i nostri personaggi sono mossi da motivazioni personali di rivalsa, ma alla fine la soluzione è sempre il denaro.

Alessandro Tirocchi: Quindi siamo degli arrivisti? Degli squali materialisti?

Maurizio Paniconi: Se si trova la chiave giusta, si può spingere chiunque a fare qualsiasi cosa e il 99% delle volte, questa chiave sono i soldi.

Valeria Monetti: Quell’1% che sarà? Lo scoprirete solo guardando lo spettacolo.

Simone Giacinti: Il mio personaggio si chiama Dario ed è la parte del “DA” della Giuda Investimenti. Sono un socio che è entrato in questa Giuda Investimenti senza una lira, specialmente perché è mosso a compassione di Giulio, che farà delle cose non proprio bellissime.

Qual è il triangolo emotivo al centro del quale si trova Lucrezia?

Valeria Monetti: I soldi da una parte e l’amore verso il marito dall’altra.

Perché ogni rivelazione presente in questa commedia apre nuove domande?

Alessandro Tirocchi: Perché è proprio un gioco di scatole cinesi.

Maurizio Paniconi: Perché è così: quando si inizia a mentire, non ci si ferma più. Se non ci si ferma più, i perché sono veramente tanti.

Alessandro Tirocchi: E non trovano mai una risposta. L’unica risposta sarebbe quella di calare le carte e dire. “Okay, diciamo tutto.”

Maurizio Paniconi: Se ad ogni perché si aggiunge una bugia, diventa difficilissimo.

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Lia Chirici
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