GUENDA GORIA E IL GRANDE SOGNO DI CLARA SCHUMANN

Guenda Goria si cala nei difficili panni di Clara Schumann e diventa La pianista perfetta nello spettacolo in scena al Teatro Litta di Milano dal 29 gennaio al 2 febbraio. Scritta da Giuseppe Manfridi e diretta da Maurizio Scaparro, la pièce vede protagonista sul palco anche Lorenzo Manfridi.

L’intervista video a Guenda Goria

E’ la storia di Clara Schumann, considerata a buon diritto la più grade pianista dell’Ottocento, diventata fin da giovanissima una concertista di fama mondiale. E’ però anche la storia di un’intellettuale, di una donna coraggiosa, di una madre di otto figli e soprattutto dell’amore tra lei e Robert Schumann, finito in modo tragico per una malattia che lentamente ma inesorabilmente portò il grande artista alla morte.

Il trailer dello spettacolo

Intervista a Guenda Goria

“Ci presenti più la storia personale di una donna, con tutte le vicissitudini del caso, o quella professionale dell’artista?”

“Vi presento entrambe le storie, perché è bello parlare di una grande storia d’amore, quella tra Robert e Clara. E’ una storia d’amore molto sofferta, che si svolge al di fuori del tempo e dello spazio, perché Robert era un genio ma era un uomo che soffriva di una grave malattia psichica che lo porterà a morire giovane in manicomio. Nonostante questo, Clara continuerà ad amarlo e ad amare un grande genio compositore. Racconto anche la storia di una brillantissima artista, forse non abbastanza conosciuta, perché Clara Schumann è una delle più grandi pianiste di sempre ed è sicuramente la più grande pianista dell’Ottocento: una grande virtuosa, una bambina prodigio e una donna che lavorava in tutto il mondo con grande successo, anche per mantenere una famiglia composta da otto figli, e per onorare l’arte, che era ciò per cui amava vivere.”

“Ne hai appena accennato: sappiamo che la storia d’amore tra Clara e Robert Schumann finì prematuramente in modo tragico per la malattia di lui. Si può dire che la musica fu per Clara un’àncora di salvezza?”

Sicuramente. Anche perché per Clara la musica era un modo di connettersi al marito. Ci sono tante lettere che testimoniano il fatto che loro si davano appuntamento a un orario della giornata e si connettevano attraverso la musica. La musica trasporta in una dimensione metafisica e questo permette di amare al di là della quotidianità e al di là di tutto. Clara amerà sempre Robert. Questa è una storia d’amore che ha condizionato in bello, ha creato delle musiche bellissime e ha determinato la pagina del Romanticismo – in musica e non solo – nella cultura mondiale. Questo è molto bello, perché secondo me la cultura romantica andrebbe di continuo ripresa.”

“Ti volevo chiedere di commentare questa frase di Clara Schumann: la mia immaginazione non può figurarsi una felicità più bella di quella di continuare a vivere per l’arte.”

Questa è la frase di Clara che mi ha maggiormente colpito. Lei è una donna che vive per l’arte. Questo non è soltanto un sogno romantico, bensì un impegno costante e concreto. Clara Schumann è una donna che guadagna molto più del marito. E’ una concertista, una donna pratica e pragmatica. E’ un’artista ma è una persona che arriva trasportando bauli, controllando l’acustica e l’accordatore, contrattando le paghe. Per cui è una figura molto concreta. Mi piace il fatto che un’arte così metafisica come la musica abbia in realtà dietro un lavoro estremamente artigianale e concreto. Quindi interpretare una donna forte è una cosa che mi piace moltissimo.”

“Questo spettacolo, come anche L’ex marito in busta paga, è uno spazio che ti sei ritagliata per te. Possiamo dire che hai finalmente iniziato a volare da sola?”

Aspettiamo la prima a dirlo! Comunque sono felice e orgogliosa di poter proporre qualche cosa di nuovo, perché uno spettacolo come questo che passa dalla musica alla parola in maniera fluida è un’offerta nuova, quantomeno nel panorama italiano. Io sono felicissima di poter portare un testo bellissimo di Giuseppe Manfridi con la regia di Maurizio Scaparro, che è un grande maestro del nostro teatro a cui do un enorme e affettuoso saluto. Non sarò sola in scena, perché con me ci sarà Lorenzo Manfridi a interpretare un ruolo molto dolce: Ludwig, un ragazzo di periferia che non conosce Clara Schumann. Credo che possa interpretare l’affetto e il sentimento del pubblico, e attraverso di lui Clara Schumann racconterà chi è e che cosa fa.”

  • Intervista video di Andrea Simone
  • Si ringrazia Alessandra Paoli per la collaborazione